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| Cause della pigmentazione dei denti naturali |
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Il successo dello sbiancamento ovviamente dipende dai tipi di pigmentazioni dei denti.
E’ difficile classificare rigidamente le molteplici diversità delle pigmentazioni, in base all'origine interna o esterna, al colore, natura, patologia.
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I denti attraverso la saliva assorbono sia le sostanze utili, che possono rimineralizzare lo smalto, sia le sostanze colorate che sono presenti in alimenti, bevande, fumo e che, pur non nuocendo alla salute dei denti, ne pregiudicano sicuramente l'estetica facendoli apparire più scuri e gialli, senza poi dimenticare il normale processo di
invecchiamento che accentuerà ancora di più tali discromie.
Queste si dividono in macchie intrinseche ed estrinseche, o pigmentazioni interne ed esterne. |
Le macchie estrinseche, che si formano solo sulla superfice dello smalto, si rimuovono con una detartrasi meccanica (cavitron, ultrasuoni, curettes) e con la lucidatura (polishing) con paste leggermente abrasive.
Quando le macchie esterne raggiungono la dentina, anche in questo caso il trattamento sbiancante rimane l'unico trattamento estetico, che ha un effetto ossidante sui gruppi cromofori e sui doppi legami, rendendoli così parzialmente o totalmente solubili, con attenuazione o scomparsa delle pigmentazioni che aderiscono alla sostanza organica interprismatica. |
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| Prima del trattamento |
Dopo il trattamento |
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Le macchie intrinseche - che sono molto più gravi delle estrinseche e richiedono un trattamento sbiancante professionale, supervisionato da un odontoiatra - sono pigmentazioni contenute all'interno dello smalto e si dividono in:
discromie dovute ad anomalie della mineralizzazione dello smalto per assunzione di antibiotici (tetracicline) durante la formazione dei denti permanenti, per assunzione eccessiva di fluoro o per cause genetiche.
Queste ultime si distinguono in:
Prenatali, derivanti da una malattia contratta dalla madre (Rosolia, Anemia grave, ecc.);
Genetiche, amelanogenesi imperfetta o dentinogenesi imperfetta, che si manifesta con una pigmentazione che coinvolge tutti i denti;
Post natali, dovute all'eccessiva assunzione di fluoro (iperfluorosi) o di antibiotici. Queste ultime, a loro volta, si distinguono in Fluorosi, che si può manifestare sotto diverse forme e si classifica in 3 livelli:
- Fluorosi semplice (smalto liscio, pigmentazione marrone senza difetti superficiali);
- Fluorosi opaca (macchie grigie o bianche e opacità variabile);
- Fluorosi combinata (con porosità dello smalto).
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Anche il fluoro, che con un corretto dosaggio garantisce la protezione dalla carie, con un sovradosaggio può causare pigmentazioni di varia colorazione (marrone,grigia,bianca) e la superfice dello smalto può diventare molto porosa, soprattutto nella fase di formazione e calcificazione dello smalto (tra il terzo e il quarto mese di gravidanza e verso i sette anni di età le lesioni si estendono dai denti decidui a quelli permanenti). Ma queste pigmentazioni oggi sono in diminuzione perché ginecologi e pediatri sono sempre più a conoscenza del problema. |
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| Prima del trattamento |
Dopo il trattamento |
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